Lunedì 16 settembre 2013

 

            La giornata si è aperta con la celebrazione delle lodi mattutine integrate nella messa, alle ore 7,30 nel Santuario, presenti tutti i capitolari, invitati e collaboratori, oltre ai frati della comunità di Pietralba. La liturgia nella memoria dei santi martiri Cornelio papa e Cipriano vescovo è stata presieduta da fra Leo M. Spicer, della Delegazione Australiana incaricata di animare la liturgia in questo giorno. Nell’omelia fra Leo ha richiamato alla necessità di costruire le nostre comunità quali luogo di carità.

            Dopo la colazione, alle ore 9,00, hanno inizio i lavori capitolari che secondo il calendario sono dedicati ad una giornata di studio dal titolo I Servi di Maria dal 1950 ad oggi, che prevede 3 relazioni nella mattinata e 4 relazioni nel pomeriggio. Oltre ai capitolari, sono presenti in aula anche fra Luigi M. De Candido (relatore), suor Elizabeth M. Torres Martínez (nap) (relatrice), fra Dilermando M. Ramos Vieira e fra Luciano M. De Carolis.

            La prima relazione della mattinata viene svolta da fra Ermanno M. Toniolo, che parla de I Servi al Concilio Vaticano II. Dopo avere ricordato l’apporto servitano nelle fasi antepreparatoria e preparatoria, si sofferma ad illustrare il contributo dei Padri conciliari Servi di Maria durante la celebrazione del Concilio, sottolineando una loro partecipazione attiva nella redazione dei documenti, fornendo dettagli sui loro contributi. Infine sintetizza gli inerventi dei Padri conciliari dei Servi, prima sulla proposta costituzione De Beata, poi sul capitolo VIII della costituzione Lumen gentium.

La seconda relazione viene svolta da fra Luigi M. De Candido, che parla de I Servi e le nuove Costituzioni. Sviluppando il tema che gli è stato affidato, mette innanzitutto in evidenza le novità dell’attuale testo costituzionale rispetto alla legislazione precedente, quindi si sofferma a sottolineare la nuova fisionomia del frate voluta dalle Costituzioni (chiamato ad essere uomo, evangelico, fratello, amico, professo) e quello che il frate è chiamato a fare (servire Dio, se stesso e i fratelli, l’uomo, la Chiesa). Quindi conclude osservando che ci stiamo avviando verso un tempo della nostra lunga storia dove le attuali Costituzioni non saranno più dette “nuove” in rapporto alle precedenti.

            La terza relazione viene svolta da fra Hubert M. Moons, che parla sulla Espansione geografica e ristrutturazioni, tracciando un quadro esauriente della fisionomia dell’Ordine nel 1950, per sottolineare le variazioni (espansioni e ristrutturazioni) che hanno portato alla situazione attuale. Dopo alcune osservazioni sui numeri (aperture e chiusure di comunità, numeri dei frati, ecc.), vengono offerti alcuni elementi di riflessione per una lettura dell’espansione geografica e delle ristrutturazioni dell’ordine nei vari continenti, affrontando in particolare i temi delle aperture e chiusure di comunità, evangelizzazione, collegialità-sussidiarietà e comune responsabilità, comunione-ristrutturazione.

Vengono quindi presentate brevemente alcune recenti pubblicazioni: l’Omeliario domenicale di sant’Antonio Maria Pucci, edito a cura di fra Ermanno M. Toniolo e pubblicato dalla Provincia SS. Annunziata in occasione del 50° anniversario della canonizzazione del Curatino; la ristampa anastatica del codice trecentesco della Legenda de Origine Ordinis, edito a cura sempre di Toniolo; Il cammino di fede di Maria, pubblicato a cura del Segretariato per la formazione permanente della Provincia di Piemonte e Romagna; La Cappella dei Pittori e il P. Montorsoli enl 450° anniversario della morte (1563-2013), edita dalla Comunità della SS. Annunziata di Firenze; Sant’Antonio Maria Pucci dei Servi di Maria – Modello di Parroco, che ripropone una conferenza di Giovanni Paolo I, allora Mons. Albino Luciani, edito a cura della Comunità di Mergellina-Napoli.

            Dopo un primo dibattito alle ore 12,45 i lavori in aula vengono sospesi per la pausa del pranzo, riprendendo alle ore 15,30 proseguendo con l’esposizione delle relazioni.

La prima relazione pomeridiana viene svolta da fra Salvatore M. Perrella, che parla su La ricerca mariologica e gli studi storici. Dopo aver ricordato eminenti figure del passato, mette in evidenza il contributo attualmente dato da frati del nostro Ordine agli studi mariologici, soffermandosi in particolare sulla Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”. Fornisce solo qualche accenno agli studi storici.

La seconda relazione viene svolta da fra Camille M. Jacques che parla sui Nuovi santi e beati nella rinnovata liturgia, tracciando dei brevi profili biografici sui santi Antonio M. Pucci (1819-1892) e Clelia Barbieri (1847-1870), e sui beati Ferdinando Maria Baccilieri (1821-1893), Maria Guadalupe Ricart Olmos (1881-1936), Maria Maddalena Starace (1845-1921) e Cecilia Eusepi (1910-1928), ossia figure della nostra Famiglia canonizzate o proclamate beate negli ultimi 50 anni. Quindi riassume con sei verbi alcuni dei tratti caratteristici di questi nuovi santi e beati: Amare, Servire, Pascere, Educare, Soccorrere, Fondare. Dopo aver sviluppato questi tratti, nella conclusione afferma che “questi verbi, che ci permettono di intravvedere il carisma vissuto da questi santi e beati, sono stati da loro coniugati al tempo presente nei modi indicativo e imperativo: anche noi oggi siamo chiamati a coniugare questi verbi al tempo presente, vivendo pienamente la nostra vocazione servitana”.

La terza relazione viene svolta da suor Elizabeth M. Torres Martínez (nap), che parla su La Famiglia dei Servi e delle Serve di Maria. Sviluppa il tema che gli è stato affidato in 3 punti: le origini dell’Unifas, lo sviluppo, le prospettive per il futuro. Nelle conclusioni tra le altre cose afferma: “appartenere alla Famiglia dei Servi non è solo un caso, deve essere anche una scelta, una scoperta che risponde a domande che ci balzano da dentro, e realizza aspettative presenti fra gli uomini di oggi. Ogni componente della nostra famiglia dovrebbe sentire che questo dono diventa il suo itinerario e il luogo dei suoi incontri di amicizia e di solidarietà. Dovrà viverlo come una sfumatura preziosa del dono universale della fede, che lui stesso sceglie, ama e fa propria. Si crea così l’appartenenza alla Famiglia dei Servi. Questa diventa il contesto della sua salvezza, il luogo del suo riconoscimento, lo spazio della crescita e della testimonianza, del suo servizio alla Chiesa e all’umanità”.

La quarta e ultima relazione viene svolta da fra Lino M. Pacchin, che parla su Evangelizzazione e trasmissione della fede nell’Ordine dei Servi di Maria dal 1950 ad oggi. Il suo contributo è stato preparato avvalendosi soprattutto su quanto pubblicato nelle riviste missionarie dei Servi, mentre la presentazione avviene con l’ausilio di un power point appositamente preparato. Mette in evidenza la svolta decisiva sul concetto e sui metodi della missione che è avvenuta con il Concilio, partendo dalla ridefinizione del concetto e della struttura della Chiesa. Nelle missioni dell’Ordine questo a comportato, a partire dagli anni Settanta del Novecento, il passaggio da una missione finalizzata alla plantatio Ecclesiae a una missione finalizzata alla plantatio Ordinis. Quindi fa un excursus sulle missioni dal 1950 ad oggi, affrontando poi il tema dell’evangelizzazione nel terzo millennio. Nel suo intervento ricorda che “nonostante il lento ma inesorabile calo delle vocazioni nelle giurisdizioni europee e nordamericane, l’Ordine conosce ancora una vivacità propositiva con l’avvio di nuove fondazioni, ad opera soprattutto delle giurisdizioni più recenti: la Provincia messicana (costituita nel 1995) che apre in Indonesia, la Aikiya Annai Province che apre in Myanmar (2012), il Vicariato delle Filippine che si propone di aprire già quest’anno in Vietnam, la Delegazione dell’East-Africa che progetta di espandersi in Kenya e Tanzania, ecc.” Conclude affermando che “l’Ordine dei Servi, nonostante il piccolo numero dei suoi membri (poco più di 800), dimostra anche oggi una forte vitalità e la volontà di partecipare alla missione evangelizzatrice dell’intera chiesa cattolica”.

            Segue un ampio dibattito, segno dell’interesse suscitato da tutte le relazioni, che si conclude alle ore 19,30.

            La serata si conclude con la cena e con la consueta libera convivialità tra i capitolari.

 

fra Stefano M. Viliani (verbalista)