Sabato 21 settembre 2013

 

La liturgia mattutina, con le lodi integrate nella messa delle 7,30, ha permesso di sentir risuonare l’antico gaelico nel santuario di Pietralba, espressione loquente della multiculturalità del nostro Ordine. Ha presieduto fra Bernard M. Thorne, Priore provinciale della Province of the Isles, giurisdizione incaricata di animare la liturgia in questa giornata in cui si celebra la festa di san Matteo, apostolo ed evangelista. Fra Bernard, che proprio in questo giorno festeggia i suoi 55 anni di professione religiosa, nell’omelia ci ha ricordato che ciascuno di noi ha due facce, una che dice il volto bello della nostra persona, l’altra che dice la parte meno bella. Quindi, nella giornata in cui i capitolari cominciano a scegliere coloro che devono assumere il servizio di guida, ha invitato ciascuno di noi a guardare all’aspetto positivo del fratello, acquistando la capacità di saper cogliere il volto bello di chi ci sta accanto.

Dopo la colazione, i capitolari hanno potuto usufruire di un congruo tempo di silenzio personale. Quindi, in un clima di raccoglimento e preghiera, alle 10,00 sono iniziate le procedure per l’elezione del Priore generale. All’inizio dei lavori fra Ángel M. Ruiz Garnica, Priore generale uscente, informa il Capitolo che Papa Francesco sta per nominare fra Silvano M. Maggiani Consultore dell’Ufficio delle celebrazioni pontificie, notizia che è stata salutata con un caloroso applauso. Ha quindi aggiunto che è sua intenzione consegnare al capitolare più anziano una reliquia di san Filippo, da lui ricevuta dodici anni fa dall’allora Priore generale uscente fra Hubert M. Moons, affinché venga consegnata al nuovo Priore generale.

I lavori sono entrati nel vivo secondo le procedure previste dal significativo Rito per l’elezione del Priore generale.[1] Fra Ángel M. Ruiz Garnica, Priore generale uscente compie i riti inziali con il saluto e l’atto penitenziale alla luce della Parola di Dio. Quindi rimette il suo mandato, ringraziando non solo i frati per l’aiuto ricevuto, ma anche la sua famiglia che gli è stata vicina, in primis i suoi genitori, i fratelli e le sorelle. Detto questo consegna le Costituzioni, il Sigillo e una reliquia di san Filippo a fra Lorenzo M. Tanganelli, capitolare vocale più anziano di professione, lasciando la presidenza e prendendo posto insieme agli altri frati capitolari. È allora che fra Lorenzo M. ha rivolto al Capitolo queste parole:

Ad ogni Capitolo generale il protagonista è lo Spirito Santo. Penso alla casa di Nazareth e al Cenacolo, quando gli Apostoli sono riuniti nel cenacolo, pieni di Spirito Santo. Sia Maria come gli Apostoli comprendono il sogno di Dio sulla loro vita, quello che era oscuro fino allora diventa un’apertura d’avvenire che rispecchia proprio il disegno di Dio sulla loro vita. È molto importante per ciascuno di noi ogni giorno domandarci qual è il sogno di Dio sulla mia vita, qual è il sogno di Dio sulla mia comunità, sulla mia Provincia, e oggi sull’Ordine. E non soltanto lo Spirito ci fa capire questo sogno che è stupendo, che è apertura d’Infinito, ma ci rende capaci di una simbiosi profonda con Cristo: essere una sola cosa con Lui, fare il nostro cammino esistenziale in Lui e per Lui, sempre guidati dall’affetto materno di Maria. È in questa simbiosi con il Signore che la nostra vita di religiosi, di presbiteri, diventa una vite feconda. Anche il Papa, parlando ai Gesuiti e agli Agostiniani, ha detto che se la vita religiosa, la vita comunitaria, non è feconda è segno di un’aridità spirituale. È lo Spirito allora che noi invochiamo perché Egli sappia aprire tutti noi a un futuro di speranza e di gioia. Abbiamo parlato di vocazioni: io ho sempre pensato che a volte il nostro messaggio non è fecondo perché sì, diciamo tante belle cose, ma il nostro volto è triste, non è gioioso. Che lo Spirito ci permetta di guardare al futuro, che ci riempia il cuore di gioia, quella gioia che deve trasparire nel nostro sguardo, nel nostro sorriso, in tutto il nostro essere. Ed è questo certamente il segno di quello che Dio può operare nella Chiesa e in ciascuno di noi.

Dopo queste parole i capitolari hanno chiesto la luce dello Spirito Santo con il canto del Veni creátor Spíritus. Dal successivo appello dei vocali è risulta che erano presenti 49 vocali, essendo assente fra Giuseppe M. Xotta, ricoverato in ospedale. La procedura viene interrotta da un lungo scrosciante applauso al termine del secondo scrutinio, quando fra Gottfried M. Wolff viene eletto Priore generale dell’Ordine dei Servi di Maria. Interpellato da vocale più anziano, fra Gottfried si rende disponibile a questo servizio con queste parole: Accetto, confidando nella misericordia di Dio e nella protezione della Vergine, nostra Signora. Sono le ore 10,55.

Quindi cantando le Litanie dei Servi di santa Maria i capitolari, preceduti dall’Evangeliario, si recano processionalmente alla chiesa del Santuario di Pietralba, passando per il piazzale esterno. Giunti nella chiesa trovano diversi pellegrini raccolti in preghiera, mentre le campane del santuario suonano a distesa in segno di festa per l’avvenuta elezione. Fra Gottfried M. Wolff, neo eletto Priore generale, una volta raggiunto l’altare, pronuncia la Professione di fede e il Giuramento sul libro dei Vangeli, riposto sull’altare. Al termine bacia l’Evangeliario, mentre fra Lorenzo M. Tanganelli pronuncia la preghiera per il nuovo Priore generale, consegnandogli le Costituzioni, il Sigillo e la reliquia di san Filippo. Il Priore generale rivolge ai presenti queste parole:

In questa occasione, di fronte alle grandi parole e alle cose fatte, voglio solamente dirvi una piccola cosa, che non è tutto quello che vorrei dire. Io prometto di mettermi, con tutte le possibilità della mia persona, ma anche con tutte le mie debolezze e i miei peccati, a servizio di voi. E vi prego che anche voi mi siate vicino in questi sei anni che insieme come frati Servi di Maria abbiamo davanti. Per il nostro Ordine, per santa Maria che in un certo senso è la fondatrice del nostro Ordine: che possiamo lavorare insieme per santa Maria, per il nostro Ordine e per la Chiesa.

A queste parole è seguito il saluto fraterno tra i frati presenti e il Priore generale, in segno di obbedienza e comunione, mentre è stato cantato il Salmo 23 e il Magnificat. Quindi fra Gottfried M., prima della benedizione finale e il canto del Salve Regina, ha aggiunto:

Prima della benedizione, come Papa Francesco, vi invito a raccoglierci insieme in silenzio. Preghiamo in questo momento per tutti i nostri frati che sono vissuti in questo luogo, il santuario di Pietralba, e in tutti i conventi del mondo del nostro Ordine, quelli esistenti e quelli non più esistenti. Preghiamo anche per i nostri genitori. Preghiamo Dio in ringraziamento per tutti gli sforzi, per tutti i regali che dona ogni giorno al nostro Ordine, ma anche per tutte le sfide che siamo chiamati ad affrontare e anche per i nostri problemi.

            Dopo le foto di rito, frati capitolari, invitati e collaboratori, si sono recati all’Albergo Pietralba per il pranzo, allietato da ottimi vini offerti dalle Provincie di Piemonte e Romagna, e di Lombardia e Veneto, che si è concluso con il dolce preparato per l’occasione.

            Nel pomeriggio i lavori capitolari sono ripresi alle 15,30, introdotti dalla preghiera dell’Ave Maria guidata dal liturgista del Capitolo. Intanto la parete di fondo della sala capitolare si stava affollando di messaggi di auguri indirizzati al nuovo Priore generale. I capitolari sono stati impegnati nel discernimento per l’elezione dei Consiglieri generali, che avverrà lunedì prossimo, Il Capitolo ha anche integrato la Presidenza con la nomina a suo membro di fra Ángel M. Ruiz Garnica, dopo che si era ridotta per l’elezione a Priore generale di fra Gottfried M. Wolff. I lavori in aula sono proseguiti fino alle 16,55 dopodiché è stato dato del tempo libero per i lavori della Commissione incaricata di fare la sintesi dei lavori dei Gruppi.

            La giornata di lavoro e di festa si è conclusa con i Vespri, presieduti da fra Bernard M. Thorne, e la cena che è stata consumata in un clima di fraternità e allegria: dopo questa, i capitolari si sono ritirati presto per riposare in vista del pellegrinaggio organizzato per la successiva giornata.

 


[1] Cfr. Rituale dell’Ordine dei Servi di Maria per la celebrazione del Capitolo, XX, pp. 115-136.


fra Stefano M. Viliani (verbalista)