28. Settembre 2013 a Pietralba - la giornata dell'incontro con i numerosi membri della Famiglia Servitana.

Sabato 28 settembre 2013

 La giornata, che si è presenta carica di impegni, è iniziata alle 7,30 con le lodi integrate nella messa, presieduta da fra Francisco Javier M. Badillo Martín, Delegato della Delegación de España, giurisdizione incaricata di animare la liturgia di questo giorno in cui i Servi celebrano la memoria di santa Maria in Sabato. In questo giorno la Parola del Vangelo narra il secondo annuncio della passione da parte di Gesù, accolto dall’incomprensione dei discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini» (Lc 9, 43b-45). Prendendo spunto da questo, fra Francisco Javier ha sviluppato una profonda riflessione sul nostro Dio che ci salva “fallendo”, ispiratore di una vita cristiana non sempre compresa agli occhi degli uomini. Quindi ha concluso:

Solo coloro che si abbassano raggiungono la verità. La verità non si trova in alto, ma in basso: non è grande, ma piccola, non è altezzosa, ma insignificante e tante volte la consideriamo addirittura spregevole. C’è bisogno di tutta una vita per capire questa legge, e neanche quando pensiamo di averla capita, l’abbiamo compresa del tutto.

Dopo la colazione i capitolari si sono preparati a vivere la giornata dedicata all’Incontro della Famiglia servitana e già dalle prime ore del mattino sono giunte a Pietralba numerose persone. Quando alle 11,00 tutti si sono ritrovati nei locali dell’Albergo Pietralba, si contavano più di centoquaranta persone, oltre i cinquanta frati capitolari. Tra i presenti ricordiamo: i frati Gerhard M. Walder e il priore František (Fero) M. Bachorík della Comunità di Innsbruck, Antonio M. Santini già Priore provinciale della Provincia di Lombardia e Veneto, Francesco M. Rigobello della Comunità di Trieste e assistente della Provinciale ossm, Carlo M. Serpelloni priore della Comunità di Sant’Elena a Venezia, Ferdinando M. Milan della Comunità di Arco, Ryan T. M. Lorenzo e il priore Johnas M. P. Murallon della Comunità di San Pellegrino a Forlì, Wilson M. Da Silva Bruno e il priore Arnaldo M. Donghi della Comunità di Santa Maria dei Servi a Bologna, Michele M. Stocco della Comunità di Città del Messico (Messico); la Madre generale Umberta Salvadori e la Vicaria generale Pierina Pierobon delle Serve di Maria Addolorata di Chioggia; una delegazione delle Suore Mantellate Serve di Maria di Pistoia provenienti dalle Comunità di Mestre e di Monte Berico, guidata dalla Madre generale Emanuela Canziani; suor Donatella Nertempi e suor Rita Castelli della Comunità di Dueville (Vicenza) delle Serve di Maria di Galeazza della Comunità di Dueville (Vicenza); la Sorella maggiore Anna Blasi dell’Istituto Secolare Regnum Mariae, accompagnata dalle sorelle Margherita Palazzi ed Esther Buenfil (che ha collaborato allo svolgimento del Capitolo); Vania e Bruno Pierasco della Diaconia della Divina Pace di San Giovanni in Valdobbiadene (Treviso); la Priora provinciale ossm di Lombardia e Veneto Donata Scapol, accompagnata dal [marito e] Segretario provinciale Costantino Casumaro; numerosi membri delle fraternità dell’Ordine Secolare dei Servi di Maria di Follina (Treviso), Trieste, Vicenza-Monte Berico, Dueville (Vicenza), San Vito di Leguzzano (Vicenza),Verona, Montecchio di Reggio Emilia e Bologna; volontari del Commercio equo e solidale di Monte Berico (Vicenza); numerosi gruppi di amici dei Servi provenienti da Monte Berico e da Innsbruck; la signora Anna Balikova con la sua famiglia proveniente da Znojma (Repubblica Ceca), alcuni membri dell’Istituto secolare San Raffaele, fondato dal nostro fra Gioachino M. Rossetto (1880-1935).

Un primo momento, animato da fra Paolo M. Orlandini, ha visto la presentazione delle varie nazionalità di provenienza dei frati capitolari, con semplici interventi di benvenuto espressi in varie lingue. Quindi fra Paolo ha sintetizzato molto semplicemente il lavoro svolto dal Capitolo, per rendere partecipi tutti i presenti del cammino fin qui fatto. Poi è stata la volta della presentazione di tutte le componenti presenti della Famiglia Servitana. A seguire fra Wilson M. Da Silva Bruno a regalato a fra Ángel M. Ruiz Garnica, quale segno di riconoscenza per il suo servizio di Priore generale negli ultimi dodici anni, una icona, realizzata con pittura ad olio su tavola di legno, raffigurante la Vergine Addolorata. Particolarmente toccante è stata la testimonianza della signora Anna Balikova, che ha raccontato come dopo le soppressioni governative dopo la Seconda Guerra mondiale, in Cecoslovacchia si fermarono i canti e le preghiere dei Servi di Maria, ma non venne meno la loro spiritualità portata avanti da alcuni laici.

A mezzogiorno i capitolari, insieme ai collaboratori, frati della Comunità di Pietralba e ai numerosi altri membri della Famiglia, si sono recati nella chiesa del Santuario, per partecipare al Rito della conferma e del giuramento del Procuratore dell’Ordine e dei Consiglieri generali.[1] Dopo il canto del Saluto angelico che ha accompagnato l’ingresso dei suddetti frati, il Priore generale fra Gottfried M. Wolff, ha introdotto la celebrazione salutando i presenti. Quindi l’assemblea ha ascoltato la Parola, tratta dalla Regola di sant’Agostino (1, 3, 48-49), dal Salmo 40 (7-11a) e dalla Lettera ai Romani (12, 3-8). Terminate le letture, fra Gottfried ha pronunciato queste parole:

 

            Cari fratelli e sorelle!

Siamo qui riuniti, in questo momento, per confermare il nuovo gruppo responsabile e alla guida del nostro amato Ordine dei Servi di Maria. La maggior parte di noi, qui riuniti, siamo Servi di Maria, apparteniamo alla Famiglia dei Servi e delle Serve di Maria.

Tuttavia, forse qui è presente anche qualcuno, che non è un Servo di Maria, o qualcuno che neanche abbia mai sentito parlare dei Servi di Maria. Per questo motivo, mi permetto di iniziare facendovi una domanda: Che cosa significa essere un Servo o Serva di Maria? Devo confessare che all'inizio della mia vita religiosa non era una semplice domanda per me. Nonostante, all'inizio sia stato abbastanza facile per me, perché avevo una forte devozione a Maria prima di entrare nell'Ordine, e questa è stata, per me, una delle principali ragioni per unirmi ai Servi. Tuttavia iniziare una vita dentro l'Ordine mi ha fatto interrogarmi più e più su questa domanda: Che cosa significa veramente essere un Servo di Maria? Che cosa significa concretamente per me e per la mia vita come religioso nell'Ordine?

Nel noviziato ho imparato che essere un Servo di Maria non significa lodare e servire Maria, ma significa appartenere a Maria. Ho capito questo accademicamente, ma nel mio cuore ho continuato a cercare una reale comprensione su che cosa poteva significare questo in realtà, per me e per la mia vita come Servo di Maria. In questo processo di ricerca mi sono ricordato di una piccola storia che mi è successa quando ero un giovane studente delle Superiori.

Una volta abbiamo fatto una giornata-gita fuori con tutti i compagni di classe per visitare una famosa chiesa barocca nel nord della Baviera. In questa chiesa nella piccola città di Waldsassen, si venera un crocefisso molto particolare. Si tratta di una croce abbastanza grande con una statua di Gesù crocefisso su di esso; fin qui, è un crocefisso normale, ma ciò che non è normale in questo crocefisso è che alla statua di Gesù mancano entrambe le braccia, entrambe sono tagliate vicino alle spalle. La croce è stata danneggiata in questo modo da qualcuno durante la Seconda Guerra Mondiale. È stata trovata dopo la fine della guerra e portata nella chiesa di Waldsassen, dove, da allora, è venerata sotto il titolo di: "Gesù non ha altre braccia se non le tue!”.

Devo dire che, come giovane sono rimasto molto impresso da questo crocefisso. Ma ero ancora più colpito da quello che il mio maestro, un padre salesiano, ci ha detto a noi studenti durante quella visita: "Se meditate sul significato di questo crocefisso potrete meglio capire la vocazione di un sacerdote!" Considerando che tali parole allora mi hanno fatto molta paura, poi ho cominciato a chiedermi: come possono le braccia di un uomo essere le braccia di Gesù, se tutti noi siamo persone così deboli e peccatori? Ma a lungo andare, questa piccola storia e le parole del mio insegnante, mi hanno aiutato molto a capire meglio la vita di un sacerdote, la sua vocazione e il suo servizio al mondo.

Mi sono ricordato di questa piccola storia quando meditavo su quella domanda come giovane Servo di Maria: Che cosa significa veramente per me essere un Servo di Maria? Anche se non conosco nessuna statua di Maria senza braccia, ho iniziato a disegnare e a meditare nei miei pensieri un’immagine del genere. E da quel momento fino a oggi, personalmente, questa immagine, è diventata sempre di più per me, l’ispirazione della mia vita come Servo di Maria e della mia vocazione: "Neanche Maria ha altre braccia se non le tue, le braccia dei suoi Servi!"

Noi, Servi e Serve di Maria, siamo le braccia di Maria in questo mondo. Maria stessa ha voluto e fondato il nostro Ordine perché noi fossimo i suoi servitori nel corso dei secoli: attraverso la nostra vita, attraverso la nostra testimonianza, attraverso la nostra predicazione! Sono profondamente convinto che questa è la vocazione del nostro Ordine all’interno della Chiesa e nel mondo - e questo è il motivo per cui ho voluto condividere con voi questa piccola - e nel complesso insignificante - storia della mia vita personale con i Servi, precisamente all'inizio del mio mandato come Priore Generale dell'Ordine dei Servi di Maria.

A seguire, confermeremo il nuovo gruppo responsabile del nostro Ordine per i prossimi sei anni. Sarà un nostro dovere, un dovere di tutti noi, guidare e incoraggiare tutti i frati in tutte le Province, Vicariati e Delegazioni del nostro Ordine. E sarà nostro dovere vivere la stessa vocazione con tutti i monasteri femminili e le Congregazioni del nostro Ordine, con gli Istituti Secolari dei Servi, con l'Ordine Secolare, con le Diaconie Laiche e con tutti i gruppi laici e le diverse espressioni di gruppi laici presenti nelle nostre comunità di Servi di Maria – e anche di appoggiare e incoraggiare tutti loro.

Per questo, sono convinto, cari fratelli, che voi che condividerete con me il ruolo di responsabilità e guida nel corso dei prossimi sei anni, noi tutti insieme, dovremo cominciare a vivere semplicemente come frati "con le braccia di Maria" nella comunità di San Marcello a Roma. Se faremo questo, non ho dubbi che saremo una buona comunità. E tenendo anche presente queste parole: Solo è possibile predicare, ciò che si vive! - Questo, cari Fratelli, sarà alla base del nostro servizio per i prossimi anni.

Un'altra fondamenta sarà che allargheremo questa comunità a tutti gli altri frati e responsabili del nostro Ordine in tutto il mondo - e anche all’Ordine in senso più ampio e a tutte le sue espressioni.

E per questo chiediamo a tutti voi - quelli presenti e non presenti, con le vostre braccia, come le braccia forti di Maria, che già avete - di aiutarci e di pregare per noi, affinché Dio abbia sempre pietà di noi, ci guidi mediante il suo Santo Spirito, e ci rafforzi con la sua grazia e la sua pace! E allo stesso modo, pregheremo anche noi per tutti voi!

 

            A seguire, dopo la lettura dell’estratto del Verbale da parte del Segretario del Capitolo e neo-eletto Segretario dell’Ordine fra Camille M. Jacques, sono stati confermati nel loro ufficio, quale Procuratore dell’Ordine fra Hubert M. Moons, e quali Consiglieri generali i frati Paolo M. Orlandini, Rhett M. Sarabia, Jorge Luis M. Jiménez Delgadillo e Souriraj M. Arulananda Samy. Non è stato possibile confermare nel suo ufficio il Consigliere generale fra Jorge L. M. Jiménez Delgadillo, che ancora si trova in Messico. Tutti i neo eletti hanno pronunciato la formula di giuramento, quindi hanno baciato il Libro dei Vangeli e hanno ricevuto l’abbraccio del Priore generale. A fra Hubert, Procuratore dell’Ordine presso la Santa Sede, è stato consegnato anche il Sigillo. Dopo la preghiera per i neo-eletti, questi ultimi hanno scambiato un segno di pace con tutti i presenti, mentre si è cantato il Salmo 133 (1-3) e il canone Ubi caritas. Prima della benedizione finale del Priore generale, tutti i frati presenti hanno pronunciato l’antica preghiera Nella tua pietà (Pietate tua), impetrante la protezione del Signore sull’Ordine, sulla Chiesa e sul mondo, pronunciata da tutti i frati presenti. Quindi dopo il canto della Supplica dei Servi tutti si sono recati sulla scalinata del santuario per la foto di gruppo.

            Dopo il pranzo, che è stato consumato nell’Albergo Pietralba in un clima di gioiosa festa, vi sono state le visite ai luoghi, sia all’aula capitolare che al santuario, quest’ultima guidata dal Priore di Pietralba fra Giuseppe M. Corradi. Quindi il gruppo proveniente dal vicentino ha celebrato una messa alla quale hanno partecipato anche altri membri della Famiglia, mentre alle 16,00 la giornata di incontro si è conclusa con una preghiera mariana nel santuario. Un amico della Repubblica Ceca ha allietato i presenti con una breve esecuzione di un pezzo d’organo.

            Mentre scendeva la sera su Pietralba, ripartiti ormai tutti i fratelli e le sorelle della Famiglia Servitana, i capitolari si sono ritrovati per la cena alla quale è seguito il meritato riposo, dopo una giornata sazia di avvenimenti.



[1] Cfr. Rituale dell’Ordine dei Servi di Maria per la celebrazione del Capitolo, XXI, pp. 137-145.


fra Stefano M. Viliani (verbalista)