Messaggio alla Famiglia Servitana


L’Ordine dei Servi di Maria, riunito nel ccxiii Capitolo generale a Pietralba (BZ), si rivolge a voi, sorelle e fratelli della Famiglia Servitana, con le stesse parole che hanno accompagnato la nostra preghiera e illuminato il lavoro di riflessione e di verifica svolto in questi giorni. Quelle parole, che hanno cambiato il corso della storia e aperto il varco in cui il Dio della vita si è fatto presente come uno di noi, ora vogliamo proclamarle con voi: “Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1, 38). Con voce viva e decisa, questa risposta di Maria all’annuncio dell’angelo, raffigurata nell’icona della Ss. Annunziata, vi giunga come augurio di fedeltà e di pienezza, affinché siate in comunione con noi e la nostra gioia sia piena (1 Gv 1, 3-4).

Provenienti da diverse parti del mondo, portando le nostre esperienze, le nostre fatiche, sogni e inquietudini, abbiamo sostato su questo monte di Pietralba in atteggiamento di ascolto, di accoglienza reciproca e di condivisione dei doni, per rinnovare la nostra adesione a Gesù, maestro e modello di vita, ed essere, come Maria, uomini e donne di comunione, secondo la nostra vocazione di Servi.

Consapevoli che viviamo in un mondo in continuo cambiamento, restiamo vigili ai segni dei tempi, per saper rispondere coraggiosamente alle nuove sfide ed esigenze che la storia ci presenta, dando ascolto ai nuovi bisogni delle donne e degli uomini di oggi. Dinanzi a un’umanità in cammino che progredisce e avanza, ma ancora divisa da barriere e pregiudizi, vogliamo guardare ogni realtà in cui siamo immersi con gli stessi occhi della Vergine di Nazareth, assumendo in noi il suo stesso sguardo di tenerezza,  versando l’olio della compassione su ogni ferita causata dall’ingiustizia, dall’intolleranza, dalla violenza umana; collaborando con il Figlio a rovesciare i potenti dai troni per innalzare gli umili, a rimandare i ricchi a mani vuote per ricolmare di beni gli affamati (Lc 1, 52-53). In questo modo, siamo certi di fare nostro il dono dell’amore ineffabile di Dio, che Ella ha accolto con docilità e passione,  e di unire le nostre voci in un nuovo cantico di lode:

 

 Al Padre, che cerca adoratori con un amore sincero e leale (Gv 4, 23), diciamo il nostro grazie, prolungando con la nostra vita la sua stessa qualità di amore. In ascolto dell’invito di Gesù: “Se tu conoscessi il dono di Dio!” (Gv 4, 10), anche noi avvertiamo il bisogno di appagare la nostra sete, per uscire da situazioni di rigidità e di immobilismo e poter essere così dimora di quel Dio che ha voluto mettere la sua tenda in mezzo a noi. Certi di questa presenza, dobbiamo vivere nella dignità di figli, sentendoci forti di fronte ad ogni avversità che si interponga nel nostro cammino. E quando tocchiamo con le nostre mani la miseria umana, non dobbiamo rinunciare a cogliere la bellezza con la quale Dio tutto ha plasmato, facendo risuonare in noi le note armoniche del suo primordiale compiacimento, quando vide “che tutto era molto bello!” (Gn 1, 31). È questa la profezia che vogliamo annunciare, questo il progetto da costruire: “cieli nuovi e terra nuova” (Ap 21, 1), perché Colui che fa nuove tutte le cose non smette mai di porgere la sua mano per asciugare ogni lacrima. Con Maria noi, Servi e Serve nel Regno, ci impegniamo a compiere uguali gesti che rechino sollievo e conforto in tutte le situazioni di sofferenza. Nel nome del Padre, nel quale professiamo la nostra fede, nessuno sia causa del dolore che fa versare lacrime all’altro, ma soltanto motivo di gioia e di speranza che allontani ogni tristezza.  

 

- Al Figlio, che è venuto tra noi per rendere piena la nostra gioia (Gv 15, 11), rinnoviamo l’adesione e l’impegno di porre al centro della nostra vita il bene dell’altro. Chiamati ad essere sale della terra e luce del mondo (Mt 5, 13. 14), vogliamo vivere unanimi la sua Parola, incarnando i suoi stessi sentimenti, le sue scelte, le sue azioni. Pur consapevoli dei nostri limiti e delle nostre fragilità, coscienti di avere un tesoro inestimabile in vasi di argilla (2 Cor 4, 7), rispondiamo ogni giorno alla chiamata del Signore che ci invita a gettare le reti là dove l’essere umano è ancora privo della sua libertà, i diritti umani sono calpestati, la logica dell’interesse inquina e distrugge la vita sociale e i rapporti tra di noi. La nostra povertà di forze e la piccolezza di fronte al mondo non devono essere subite come un peso o un ostacolo sulla nostra strada; ma, fidandoci di Colui che sceglie sempre ciò che il mondo ritiene privo di valore, per confondere i piani dei forti e dei sapienti (1 Cor 1, 27), vogliamo viverle quale stimolo ad andare avanti. Mettendoci in cammino verso le periferie della storia, vogliamo essere portatori di quel dono di amore che gratuitamente abbiamo ricevuto e con generosa dedizione poterlo offrire agli altri. Nel nome del Figlio, nel quale professiamo la nostra fede, nessuno sia spogliato della sua dignità, né privato di quella libertà che gli permetta di vivere la vita in modo appagante e sereno.  

 

- Allo Spirito, fonte di ogni dono e di ogni consolazione, apriamo le nostre menti e i nostri cuori per essere espressione di quella novità, che ci permetta di realizzare in noi il suo disegno di pienezza. Come Famiglia dei Servi, sentiamo le nostre diversità di etnie, culture, mentalità ed esperienze, come la vera ricchezza da testimoniare nel mondo, creando vincoli di fraternità e di pace con tutte le creature. Consapevoli che il peccato è ciò che crea divisione, viviamo ogni giorno la conversione, evitando di dire: “io sono nella verità e tu nell’errore”; vogliamo allontanare da noi tutto ciò che divide e che ci impedisce di accogliere l’altro nella sua singolarità. Scoprendo in questa diversità la manifestazione della fantasia dello Spirito, lavoriamo a favore dell’unità e della concordia nelle nostre case, nei nostri paesi e nazioni. Nel nome dello Spirito Santo, nel quale professiamo la nostra fede, nessuno si senta escluso o emarginato, e ognuno di noi, cogliendo nelle piccole verità del quotidiano la sua voce come brezza leggera, si senta frammento di quella Verità che, solo nel rispetto dell’altro, si ricompone e si manifesta con tutta la sua forza e grandezza.

 

La nostra lode si prolunghi nel canto della vita, dove la Parola si fa carne e ci apre ad una fecondità sempre nuova. Come Servi della Vergine piena di grazia, siamo pronti anche noi ad annunciare il dono che ci è stato dato, ponendoci a fianco dei crocifissi e non di chi crocifigge, dei condannati e non di chi condanna, degli emarginati e non di chi emargina.

Santa Maria aiuti tutti noi, suoi Servi e Serve, ad accogliere con gioia e disponibilità piena il disegno d’amore del Padre, perché sappiamo essere, nella Chiesa e nel mondo, espressione di fraternità solidale, manifestazione visibile della carezza compassionevole di Dio, lievito nella costruzione del suo Regno.



MESSAGE TO THE SERVITE FAMILY

 

The Order of Servants of Mary, gathered in the 213th  General Chapter at Pietralba, is pleased to write to you, brothers and sisters of the Servite Family. We gladly use the same words that have been in our shared prayer together at this gathering, words that have inspired our reflections and evaluations during these days. Now we want to declare with you those same words,  which are words that have changed the course of human history. These words opened the way for the God of life to come and be present among us, taking flesh in our  human nature: "Behold the handmaid of the Lord, be done onto me according to your word" (Lk 1:38). We wish that Mary’s firm and lively reply to the angel, which is portrayed in the icon of the Annunziata, will come to you as our loyal and heartfelt greeting, for you to be in communion with us with a joy that is complete (1John 1:3-4).

 

We have come from all over the world. We have brought our different experiences,  struggles, dreams and worries to this meeting. We have been still at this mountain shrine of Pietralba in an spirit of listening, of mutual acceptance and the sharing of gifts. Our aim has been to renew our personal commitment to Jesus, Master and way of life for us. We wish to be like Mary, people of communion together, in accordance with our vocation as Servants.

 

We know we live in a world of constant change. We remain attentive to the signs of the times. We strive to respond courageously to the new challenges and demands that human history is  presenting to us. We endeavor to listen to the new needs of women and men today. We are looking at a humanity that is on the move, progressing and developing, yet still divided by barriers and prejudices. We want to look at every situation where we find ourselves with the same eyes of the Virgin of Nazareth. With her we want to hold her own attitude of tenderness, and pour the oil of compassion on every wound inflicted by injustice, intolerance  and human violence. We want to collaborate with Christ the Son to put down the powerful from their thrones and raise the lowly. We want to send the rich away empty and to fill the hungry with good things (Luke 1:52-53). This way we can surely take hold of the gift of God’s ineffable love. Thus we follow Mary, who accepted God’s love with meekness and passion. So we may unite our voices in a new song of praise:

 

- To the Father who seeks worshippers with sincerity and loyal love (Jn 4:23). Let us express our thanks and prolong in our own lives his his own quality of love. As we listen to the invitation of Jesus: "If only you knew the gift of God" (Jn 4:10), we also experience the urge to quench our thirst and to get out of situations of rigidity and immobility and be able to be a true home for the God who has set his tent in our midst. Assured of God’s indwellint, we are drawn to live in the dignity of the children of God. This makes us strong in adversity, however it might come to us. And when we are in touch with human misery, we will not give up a sense of beauty in everything God has arranged. We learn to echo in ourselves the harmony of God’s primordial delight when he saw "that everything was very good!” (Gn 1:31). This is the prophetic message that we wish to announce. This is the the project we are called to build: "a new heaven and a new earth" (Rev 21:3), where the One who makes all things new, never ceases to touich us with his hand to wipe away every tear. With Mary, all Servants, brothers and sisters, in the Kingdom, we commit ourselves to those same gestures which bear consolation  and comfort to every situation of suffering. In the name of the Father, in whom we profess our faith, none of us will a cause of pain that brings tears to others. We will be  only a source of joy and hope that will take away all sadness.

 

- To the Son, who came among us to make our joy complete (Jn 15:11), we renew our dedication and commitment to put the wellbeing of others at the centre of our lives. Being called to be salt for the earth and light for the world (Mt 5:13-14), we want to live his Word with one mind and one heart, living in our flesh all his his own feelings, his choices and his actions. While we are aware of our limitations and weaknesses, we recognise that we have a priceless treasure in earthen vessels (2 Cor 4:7). We endeavour to answer the Lord’ call every day, as he invites us to cast our nets wherever human beings are still denied their freedom, wherever human rights are trampled, wherever the vicious logic of self-interest corrupts and destroys people’s lives and relationships.  Our limited energy and size in this world should not be seen as an obstacle on our way. Rather, we trust in the One who always chooses what the world considers worthless, to confound the plans of the strong and the wise (1Cor 1:27). We  wish to embrace our limits as a stimulus to move forward. We set out on a journey to the edges of human history. We carry with us the gift of love that we have freely received and willingly pass on to others with generosity and passion. We do this in the name of the Son, in whom we profess our faith. We pray that no-one be ever divested of their dignity, nor deprived of that freedom that allows them to live a life that is meaningful and serene.

 

- To the Spirit, the source of every gift and every consolation, we open our minds and  hearts to express an imaginative newness which will bring us to to the fullness of life in accordance with the plan of God. As the Servite Family, we are sensitive to  our diversity of ethnicities, cultures, mentalities and experiences. This is a real wealth for our witness in the world. It creates bonds of fraternity and peace with all creatures. Recognising how sin creates division, let us live a daily conversion. We will refrain from saying: "I am right and you are wrong". We want to banish from us anything that divides and prevents us from welcoming the uniqueness of the other. In diversity we discover the creativity of the Spirit. So let us work to promote unity and harmony in our homes and regions and nations. In the name of the Holy Spirit, in whom we profess our faith, may no-one feel excluded or marginalized. May each of us be a shared particle of Truth, as we embrace the small truths of everyday life like the gentle breeze of the Holy Spirit. Together, in respect for others, those particles come together and show forth the Spirit all God’s  strength and greatness.

 

May our praise be echoed in the song of life. There the Word is made flesh and opens us to an ever-new fruitfulness. As Servants of the Virgin Mary full of grace, we are also ready to announce the gift that has been given to us. So we go and stand alongside who are being crucified today, and not with the ones who crucify others. We stand alongside those who are being condemned and not with the ones who condemn others; we stand alongside those who are being marginalized and not with the ones who exclude people.

 

May Holy Mary help all of us, her Servants, brothers and sisters, to welcome the loving plan of God with joy and complete willingness. In this way may we know how to be, within the Church and in the world, an expression of fraternity and solidarity, a visible presence of God's compassionate embrace,  a vital yeast for building the Kingdom of God.



MENSAJE A LA FAMILIA DE LOS SIERVOS Y SIERVAS DE MARÍA

 

 

La Orden de los Siervos de María, reunideeCCXIII Catulo general en Pietralba (BZ), se dirige a ustedes, hermanas y hermanos de la Familia de los Siervos, con las mismas palabraque haacompañado nuestra oración e iluminado etrabajo de reflexión y de evaluación desarrollados eestos días. Aquellas palabras, que hacambiado ecurso de la historia y abierto el paso eecuael Dios de la vida se ha hecho presente como uno de nosotros, ahora queremos proclamarlacon ustedes: He aquí la sierva del Señor, hágase en  según tu Palabra” (Lc 1, 38). Con voz viva y decididaesta respuesta de María aanuncio deángel, representada en la imagen de la Santísima Anunciación, llegue como una deseo de fidelidad y de plenitud, para que estén ecomunión con nosotros y nuestralegría sea plen(1 Jn 1, 3-4).

Provenientes de variapartes del mundo, llevando nuestraexperiencias, nuestrafatigas, sueños e inquietudes, hemos estado eeste monte de Pietralba eactitud de escucha, de acogida recíproca y de participación de dones, para renovar nuestra adhesión a Jesús, maestro y modelo de vida, y ser, como Maa, hombres y mujeres de comunión, según nuestrvocación de Siervos.

Conscientes que vivimos en un mundo econtinuo cambio, permanecemos vigilantes a los signos de los tiempos, para saber respondecon valentía a los nuevos desaos y exigencias que la historia nos presenta, escuchando las nuevas necesidades de las mujeres y de los hombres de hoyFrente a una humanidaecamino que progresa y avanzapero todavía dividida por barreras y prejuicios, queremos miracada realidaen la cuaestamos inmersos con los mismos ojos de la VirgedNazaret, asumiendo en nosotros su misma mirada de ternura, derramando el óleo dlcompasión ecada herida causada por la injusticia, intolerancia, violencia humanacolaborandcon el Hijo a derribar a los potentede los tronos parenaltecer a los humildes, a enviar a los ricos con las manos vacías y colmar de bienes los hambrientos (Lc 1, 52-53). De esta maneraestamos seguros de hacer nuestrel don deamor inefable de Dios, que Ella ha acogido con docilidad y pasión, y de unir nuestras voces en un nuevo ntico de alabanza:

 

- Al Padre, que buscadoradorecon uamor sincero y lea(Jn 4, 23), decimos nuestro gracias, prolongando con nuestra vida su misma calidad de amor. En escucha de la invitación de Jesús: Sconocierael don de Dios!” (Jn 4, 10), también nosotros nos damos cuenta de la necesidad de apagar nuestra sed, para salide situaciones de rigidez y de inmovilismo y poder seasí morada de aquel Dios que ha querido poner su tienda emedio de nosotrosSeguros de esta presencia, tenemos que vivien la dignidad de hijos, sintiéndonos fuertes frente a cadadversidad que se interpongen nuestro camino. Y cuando toquemos con nuestras manos la miseria humana, no tenemos que renunciar a acoger la bellezcon la cual Dios ha plasmado todo, haciendo resonaen nosotros las notas armónicas que su primordial placer, cuando vio que todo era muy hermoso” (Gn 1, 31). Es esta la profecía que queremos anunciar, este el proyecto para construircielos nuevos y tierra nueva” (Ap 21, 1), porque Aquel quhace nuevas todas las cosas no deja jamás de extender su mano para enjugar las lágrimas. Con María nosotros, Siervos y Siervaeel Reino, nos comprometemos a cumplir iguales gestos que alivien y conforten en todas las situaciones de sufrimiento. En el nombre dePadreeecual profesamos nuestra fe, nadie secausa del dolor que hace lloraal otro, sino solo motivo de alegría y esperanza qualeje toda tristeza.

- Al  Hijo,  que  ha  venido  entre  nosotros  para  hacer  plena  nuestra  alegría  (Jn  15,  11), renovamos la adhesión y ecompromiso de poneeecentro de nuestra vida el bien del otro. Llamados a sesal de la tierra y luz del mundo (Mt 5, 13. 14), queremos vivir unánimes su Palabra,  encarnando  sus  mismos  sentimientos,  sus  elecciones,  sus  acciones.  Incluso conscientes de nuestros límites y nuestras fragilidades, conscientes de tener un tesoro inestimable en vasijas de barr(2 Cor 4, 7)respondemos cada día a la llamada deSeñor que nos invita a echar las redeallí donde eser humano  está todavía privado de su libertad, los derechos humanos son pisoteados, la lógica deintecontamina y destruye la vida social y


las relaciones entre nosotros. Nuestra pobreza de fuerzas y la pequeñefrente amundo no tienen que ser padecidas como un peso o un obstáculo en nuestro camino, sino confiando en Aquel que elige siempre lo que el mundo considera sin valor, para confundir los planos de los fuertes y sabios(1 Cor 1, 27), queremos vivirlacomo estímulo para seguiadelantePoniéndonos ecamino hacia las periferiade la historia, queremos seportadoredaquel don de amor qugratuitamente hemos recibido y con generosa dedicación lo ofrecemos a los demás. En el nombre del Hijo, eecual profesamos nuestra fe, nadie sedespojado de su dignidad, ni privado daquella libertad que le permita vivir la vida de una manera satisfecha y serena.

 

- Al Espíritu, fuente de todo don y de toda consolación, abrimos nuestras mentes y nuestrocorazones para seexpresión de aquella novedad, que nos permita realizaen nosotros su designio de plenitud. Como Familide los Siervos, sentimos la diversidad de nuestras razasculturas, mentalidades y experiencias, como la verdadera riqueza para dar testimonio eel mundo, creando vínculos de fraternidad y pacon todas las creaturas. Conscientes que el pecado es lo que crea división, vivimos cada día la conversión, evitando decir: yestoen la verdad y tú eeerror; queremos alejar de nosotros todo aquello que divide y que nos impide acogeal otro en su individualidad. Descubriendeesta diversidad la manifestación de la fantasía del Espíritu, trabajamos a favor de la unidad y concordien nuestracasas, en nuestraciudades y naciones. En el nombre del Espíritueecual profesamos nuestrfe, nadie se sienta excluido o marginado, y caduno de nosotros, acogiendo elas pequeñas verdades de lo cotidiano su voz como brisa ligera, sefragmento de aquella Verdad que, solo enel respeto del otro, se reconstruye y se manifiesta con toda su fuerza y grandeza.

 

Nuestra alabanza se prolongue eecanto de la vida, donde la Palabra se haccarne y nos abre a una fecundidad siempre nueva. Como Siervos de la Virgen llena de gracia, estamos listos también nosotros paranunciar el don que se nos ha dado, poniéndonos al lado de los crucificados y no de quien crucifica, de los condenados y no de los quiecondena, de los marginados y no de los que marginan.

Santa María nos ayude a todos, sus Siervos y Siervas, a acogecon alegría y disponibilidad plena el designio de amor dePadre, para que sepamos ser, en la Iglesia y eel mundo, expresión de fraternidad solidariamanifestación visible de la caricia compasiva de Dios, levadura en la construcción de su Reino.

 

 MESSAGE A LA FAMILLE SERVITE

 

LOrdre deServiteurs de Marie, réuni au CCXIII Chapitre général à Pietralba (Bolzano), s’adresse à vous, sœurs et frères de lFamille serviteaveles mêmes mots qui ont accompagné notre prière et illuminé le travail de réflexion et dévaluation advenu ces joursci. Ces mots, qui ont changé le cours de l’histoire efranchi le seuil par lequel le Dieu de la vie s’est fait psent comme l’un de nous, nous voulons maintenant vous les répéter«Voici la servante du Seigneur ; que tout se passe pour moi selon ta parole» (Lc 1, 38). Avec une voix vive et ferme, que cette réponse de Marie à l’annonce de l’angerepsentée dans la fresque de la Santissima Annunziata dFlorence, vous parvienncomme un souhait de fidélité et de plénitude, afin que vous soyeecommunion avec nous eque votre joie soit parfaite (cf. 1 Jn 1, 3-4).

Venus des quatre coins du monde, avec notre bagage d’expériences, de peines, de rêveet de soucis, nous nous avons fait une pause sur cette montagne de Pietralba dans une attitude d’écoute, d’accueil réciproque ede partagdes dons, pour renouveler notre adhésion à Jésus, maître et modèle de vie, eêtrecomme Marie, des hommeet des femmedcommunion, selon notre vocation servite.

Conscients que nous vivons dans un monde econtinuechangement, nous restons attentifs aux  signes  des  temps,  pour  savoir  répondre  avec  courage  aux  nouveaux  défis  et  auexigences que l’histoire nous psente, prêtant écoute aux nouvelles nécessités defemmeet  des  hommes  d’aujourdhui.  Devant  une  humanité  en  cheminement  qui  progresse  eavance, mais encore divisée par des barrreet des pjudices, nous  voulons regardechaque réalité où nous sommes immergéavec les yeux mêmede la ViergdNazarethassumant  son  même  regard  de  tendresse,  versant  l’huile  de  la  compassion  sur  chaque blessurcausée par l’injustice, par l’intolérance, par la violence humaine ; collaborant avec le Fils pour renverser les puissants de leurs trôneeéleveles humbles, pour renvoyeles riches les mains videsecombler de biens les affamés (cf. Lc 1, 52-53). De cette façon, nous sommecertains de faire nôtre le don de l’amour ineffable de Dieu, qu’Elle a accueilli avec docilité et passion, et dunir nos voix pour chanter un nouveacantique de louange:

 

- Au Père, qui cherche des adorateuranimés d’un amour sincère eloya(cf. Jn 4, 23), nous disons notre action de grâceen prolongeant par notre vie sa qualité d’amour. À l’écoute dJésus: «Si tu savais le don de Dieu!» (Jn 4, 10), nous sentons nous aussi le besoin d’apaiser notre soif, pour sortir de situations de rigidité et dimmobilisme et pour devenir ainsi demeure de ce Dieu qui a voulu plantesa tente au milieu de nous. Sûrs de cette présencenous devons vivre dans la dignité de fils, forts devant chaquadversité qui s’interpose dans notre cheminement. Et quand nous touchons avec nos mains la misère humaine, nous ne devons parenoncer à saisir la beauté avec laquelle Dieu  a  tout  modelé,  faisant  résonner  en  nous  les  notes  harmonieuses  de  son primordiale complaisance, quand il vit que «tout était très bon!» (Gn 1, 31). C’est cette prophétie que nous voulons annoncer, ce projet à construire : «des cieux nouveaux et une terre nouvelle» (Ap 21, 1)caCelui qui fait toutchose nouvelle ne cesse jamais de tendre sa main pouessuyechaque larmeAvesainte Marie, nous, ServiteureServantes dans le Royaume, nous nous engageons à poser degestes similaires qui apportent soutieet réconfort dans toutes les situations de souffrance. Au nom du Pèreen qui nous professons notre foi, que personne ne soit cause de douleur qui fait pleurer l’autre, mais seulement motif de joiet d’espérance qui éloigne toute tristesse.


 

 

- Au Fils, qui est venu parmi nous pour que soit parfaite notre joie (cf. Jn 15, 11), nous renouvelons notradhésion et notre engagement à mettracentre de notre vie le souci du bien de l’autre. Appelés à être sel de la terre et lumre du monde (cf. Mt 5,

13. 14), nous voulons vivres dun seul cœur sa Parole, faire nôtres ses sentiments, sechoix, seactions. Bien que conscients de nos limites et de nos fragilitésconscients d’avoir un trésor inestimable dans des poteries sans valeur (cf. 2 Co 4, 7), nous répondons chaque jour à l’appel du Seigneur qui nous invite à jeteles files là où lêtre humain est encore privé de sa liberté, où les droits humains sont bafoués, où la logique de l’intérêt pollue et détruit la vie sociale et les relations entre nous. Notre pauvreté de forceet notrpetitesse devant le monde ne doivent paêtre subiecome un poids ou un obstacle sur notre route ; mais, confiant en Celui qui choisit toujours ce que le monde considère privé de valeur, pour confondre les plans des forts et des sages (cf. 1

Co 1, 27), nous voulons les vivrcomme une incitation à aller de lavant. Nous mettant en  route  vers  les  périphéries  de  l’histoire,  nous  voulons  être  porteurs  de  ce  don d’amour que gratuitement nous avons reçeque nous entendons offriaux autreavec dévouement egénérosité. Au nom du Fils, en qui nous professons notre foi, que personne ne soit dépouillé de sa dignité, ni privé de cette liberté que lui permet de vivre la vie aveépanouissement et sérénité.

 

- À l’Esprit, source de tout don et de toutconsolation, nous ouvrons nos esprits et nos cœurs pour êtrexpression de cette nouveauté, qui puisse nous permettre de réaliseen nous son dessein de plénitude. CommFamille servite, nous percevons nos diversités d’ethnies, de cultures, de mentalités et d’expériences, comme la vraie richesse à témoignedans le monde, ecréant des liens d’amitié et de paix avec toutes les créatures. Conscients que le péché est cause de division, nous vivons chaque jour lconversion, eévitant de dire«Je suis dans la vérité, et toidans l’erreur»; nous voulons éloigner de nous tout ce qui divise et qui nous empêche daccueillir lautre tel qu’il est. Découvrant dans cette diversité la manifestation de la fantaisie de l’Esprit, nous travaillons efaveur de l’unité et de la concorde dans nos maisons, dans nos payet dans nos nations. Au nom de l’Esprit Sainten qui nous professons notre foi, que personne ne se sente exclu ou marginaliséeque chacun de nous, écoutant dans les petites vérités du quotidien sa voix comme une brise légèreait le sentiment d’être un fragment dcettVérité qui, dans le respecdlautre, se recompose ese manifestaveforcegrandeur.

 

Que notre louange se prolongdans le chant de la vie, où le Verbe se fait chair et nous ouvre à une fécondité toujours nouvelleServiteurs de la Viergecombe de grâce, nous sommes pts, nous aussi, à annoncele don qui nous a été donnés, en nous rangeant du côté decrucifiés et non de celui qui crucifie, du côté decondamnéset non de celui qui condamne, du côté des marginauxet non de celui qui met en marge.

Que sainte Marie nous aide tous, ServiteureServantes, à accueilliavec joiet totale disponibilité le dessein d’amour du Pèreafin que nous sachions être, dans l’Église et dans le monde, expression de fraternité solidaire, manifestation visible de la caresse compatissante de Dieu, levain dans lconstruction de son Royaume.