Cari fratelli!

 

Con questa celebrazione giunge alla conclusione il CCXIII Capitolo Generale del nostro amato Ordine. Prima di tutto voglio esprimere - ancora una volta - il mio sincero e caloroso ringraziamento a tutti i frati che durante il precedente sessennio sono stati alla guida del nostro Ordine. Soprattutto a coloro che lasceranno i loro incarichi e si sposteranno verso altri impegni: Il Priore Generale fr. Angel M. Ruiz Garnica, il Vicario Generale, Procuratore e consigliere fr. Franco M. Azzalli e i Consiglieri fr. Eugene M. Smith e fr. Charlie M. Leitão Souza; ma anche grazie a coloro che continueranno nei loro incarichi: fr. Rhett M. Sarabia e fr. Camille M. Jacques. Grazie per aver guidato bene il nostro Ordine negli ultimi sei anni, grazie per una così buona preparazione di questo Capitolo Generale, grazie per tutto quello che avete fatto per noi e per il nostro Ordine negli ultimi anni – e l’augurio di ogni benedizioni dal Signore per voi, fratelli, che lascerete Roma per altri impegni futuri!

 

Allo stesso modo voglio esprimere il mio sincero ringraziamento a tutti voi – frati capitolari, partecipando di ufficio o come delegati delle vostre giurisdizioni, e a tutti i fratelli e sorelle, che ci hanno aiutato prima e durante il Capitolo, e nel corso di queste ultime settimane con il loro efficiente lavoro contribuendo alla realizzazione di sessioni ben funzionanti e, in generale, per lo sviluppo di tutto il Capitolo. Penso che abbiamo avuto un buon Capitolo! Grazie, a tutti voi, per la partecipazione, la dedizione e l'amore che avete dimostrato e dato durante queste ultime settimane!

 

Sì, penso che abbiamo avuto un buon Capitolo. Torneremo a casa con buoni documenti capitolari, che si fondano - per quanto umanamente possibile – sulle realtà presenti nel nostro Ordine e nelle Giurisdizioni. Questi documenti, a cominciare dal Messaggio per la Famiglia dei Servi, a seguire con il Documento Mariano e a concludere con tutti i decreti e dichiarazioni di questo Capitolo, sono tutti documenti pieni di speranza, documenti che ci permetteranno e ci guideranno per meglio organizzare e programmare insieme la vita dell’Ordine e il futuro per i prossimi sei anni e anche oltre. Grazie a tutti voi, per ogni contributo dato, e che darete a casa per migliorare le linee guida e le volontà di questo CCXIII Capitolo Generale dei Servi di Maria!

 

Oltre a tutto quello che è stato detto dal Capitolo e dai suoi documenti, voglio solo aggiungere alla fine, un mio piccolo pensiero e un mio contributo. Così come io sono molto convinto che ci siano per il futuro molte speranze e tante cose buone, a breve e lungo termine, allo stesso modo sono convinto che tutti noi, come frati e come Ordine religioso, dovremo lasciare da parte, nei prossimi anni, molte delle nostre certezze - anche quelle considerate intoccabili – sia a livello di convinzioni sia a livello di certezze. E questo probabilmente provocherà grande tristezza e insicurezza tra di noi e tra le persone che ci circondano. Molte cose in futuro non saranno probabilmente come quelle di una volta.

 

Come tutti gli esseri umani, possiamo sempre affrontare tali situazioni in due modi diversi: possiamo negare i fatti, non accettando le nuove situazioni e chiudendoci nei sogni del passato (nostalgia) dimenticandoci di andare avanti verso il futuro. Oppure, possiamo renderci conto dei fatti, accettare la nuova situazione, aprirci a una visione realistica del presente e del passato e andare avanti verso il futuro.

 

È chiaro che la prima possibilità sarebbe quella cattiva. Tuttavia, questa prima possibilità è anche molto umana, ed è profondamente radicata sia in noi sia in tutta l'umanità. Trovo questo approccio negativo verso il presente e verso gli avvenimenti, molto ben descritto, in una frase ironica detta dall'attore tedesco Karl Valentin. Questo attore, che è morto qualche anno fa, ha descritto una volta questo falso approccio umano verso il presente con le seguenti parole: "Queste persone veramente pensano e dicono lo stesso tutto il tempo: Nel passato, le cose erano migliori - anche il futuro!"

 

Questo detto ironico può essere utile per noi, per non cadere in un simile falso approccio per quanto riguarda il presente e il futuro. E, come ho già detto, probabilmente dovremo lasciare da parte, come Ordine, molte delle nostre convinzioni e certezze, e molte cose non saranno come quelle di una volta. Personalmente sono convinto che questo sarà vero per tutto l'Ordine, sia per le cosiddette "Vecchie Giurisdizioni” sia per quelle chiamate "Nuove Giurisdizioni". Nelle vecchie giurisdizioni vedremo una riduzione dei frati e delle comunità; nelle nuove giurisdizioni vedremo una riduzione dei contributi dall’estero, sia a livello di personale sia a livello finanziario.  Entrambi i tipi di riduzioni sono già in atto nelle diverse giurisdizioni del nostro Ordine.

 

Per questo, vi chiedo, e chiedo a tutti i frati del nostro Ordine, alla fine di questo Capitolo: Cerchiamo di non cadere in questo falso approccio per quanto riguarda le realtà e i fatti, così ben descritti dalla frase ironica sopra citata: "Nel passato, le cose erano migliori - anche il futuro!"

Tale approccio ci rinchiuderebbe nel sogno del passato, lasciando da parte, e lasciando passare, tutte le buone possibilità che sono già lì a disposizione e per il nostro Ordine, proprio adesso, in questo momento, nel presente e per il futuro. Cerchiamo, invece, di avvicinarci alle realtà del nostro Ordine con occhi limpidi e saldi, e riconciliamoci con questi fatti presenti accettando che molte cose probabilmente non saranno come erano prima. Un tale approccio positivo aprirà le nostre menti e ci aiuterà ad andare avanti, come Ordine, verso un futuro con tante e tante buone possibilità e speranze!

 

Concludendo, ancora una volta grazie a tutti, a tutti voi! Vi prometto che noi come Consiglio Generalizio e responsabili della guida del nostro Ordine, faremo di tutto, per quanto umanamente possibile, per essere vicini a voi durante questi prossimi anni. E vi chiedo, anche a voi, di fare lo stesso, poiché solo come comunità buona, possiamo andare avanti con successo verso il futuro! E dobbiamo essere grati e ringraziare a Dio per tutte le sue benedizioni, per la guida ricevuta dal Signore e per la luce ispiratrice dello Spirito Santo, nel corso di questo Capitolo. Allora, coraggio! Che il Signore ci aiuti e ci benedica perché possiamo essere buoni Servi di Maria, dovunque viviamo e serviamo!

 

Amen.

 

Dear brothers and sisters!

 

With this celebration comes to its conclusion the CCXIII General Chapter of our beloved Order. First of all I want to express - once again - my sincere and heartfelt thanks to all the brothers that during the previous six years have been at the guidance of our Order. Especially to those who leave their assignments and will move to other commitments: The Prior General Fr. Angel M. Ruiz Garnica, the Vicar General, Procurator and councillor fr. Franco M. Azzalli, and the councillors fr. Eugene M. Smith and Fr. Charlie M. Leitão Souza, but also thanks to those who continue in their offices:  fr. Rhett M. Sarabia and fr. Camille M. Jacques. Thank you for well-guiding our Order over the last six years, thanks for such a good preparation of this General Chapter, thank you for everything you have done for us and for our Order in the past few years - and wish every blessing from the Lord over you, brothers, that are leaving Rome for other future commitments!

 

In the same way, I want to express my sincere thanks to all of you - Capitular friars, taking part as delegates of your jurisdictions, and to all the brothers and sisters, who helped us before and during the Chapter, and in the course of the latter weeks with their efficient work contributing to the realization of well functioning sessions and, in general, for the development of all the Chapter. I think we had a good Chapter! Thank you, to all of you for your participation, dedication and love you have shown and given during the last few weeks!

 

Yes, I think we had a good Chapter. We will return home with good Chapter documents, which are based - as much as humanly possible - on present realities in our Order and in the Jurisdictions. These documents, beginning with the Message to the Servite Family, to follow the Marian document and conclude with all the decrees and declarations of this Chapter, are all documents full of hope, documents that will allow us and guide us to better organize and plan together the life of the Order and the future for the next six years and beyond. Thanks to all of you, for each contribution made, and that you will take home to improve the guidelines and the will of this CCXIII General Chapter of the Servants of Mary!

 

In addition to all that has been said by the Chapter and its documents, I want to add to the end, my thoughts and my small contribution. Just as I am very convinced that there are a lot of hopes for the future and so many good things in the short and long term, in the same way I am convinced that we all, as friars and as a Religious Order, we will have to leave aside during the next few years, many of our certainties - even those considered untouchable - both in terms of convictions and of sureness. And this will likely result in great sadness and insecurity among ourselves and among the people who surround us. Many things in the future will probably not be as they used to be.

Like all human beings, we can always deal with such situations in two different ways: we can deny the facts, not accepting the new situations and shutting in the dreams of the past (nostalgia) forgetting to move forward into the future. Or, we can become aware of the facts, accept the new situation, open ourselves to a realistic view of the present and the past and move forward into the future.

 

It is clear that the first option would be bad. However, this possibility is also very human, and it is deeply rooted in us and in all of humanity. I find this negative approach towards the present and toward the events very well described in an ironic phrase said by the German actor Karl Valentin. This actor, who died a few years ago, once described this false human approach towards the present with the following words: "These people really think and say the same all the time: In the past, things were better - even the future!".

 

This ironic phrase may be useful for us to not fall into a false similar approach with regard to the present and the future. And, as I said, we’ll probably have to leave aside, as an Order, many of our beliefs and certainties, and many things will not be as they used to be. Personally I am convinced that this will be true for the whole Order, both for the so-called "Old Jurisdictions" and for those called "New Jurisdictions." In the old jurisdictions we will see a reduction of the friars and communities; in the new jurisdictions we will see a reduction in contributions from abroad, both in terms of staff and financially. Both kinds of reductions are already taking place in the various jurisdictions of the Order.

 

For this reason, I ask you, and I ask to all the brothers of our Order, at the end of this Chapter: Let us not fall into this false approach with regard to the reality and the facts, so well described by the ironic phrase quoted above: " In the past, things were better - even the future!"

This approach will inclose us in the dream of the past, leaving aside, and letting pass by all the good that is already there and available for our Order, right now at this moment, in the present, and for the future. Instead, let us get closer to the realities of our Order with clear and steadfast eyes, and let us be reconciled with these present facts by accepting that many things probably will not be as they were before. Such a positive approach will open our minds and help us to move forward, as an Order, toward a future with many, and plenty of good chances and hopes!

 

In conclusion, once again thanks to all, to all of you! I promise that we as General Council and as those responsible for the guidance of our Order, we will do everything, as much as humanly possible, to be close to you during these next few years. And I ask you, to do the same, too, since only as good community, we can move successfully into the future! And let us be grateful and thank God for all His blessings, for the guidance received from the Lord and for the light of inspiration of the Holy Spirit, in the course of this Chapter. So, be courageous! May the Lord help us and bless us so that we can be good Servants of Mary, wherever we live and serve!

 

Amen.